Integrazione europea e crisi esterne prima e dopo Maastricht: punti di vista della storiografia italiana

Catégorie :Appels à communication

Date :du jeudi, 25 mars 2021 au vendredi, 26 mars 2021

Date limite : dimanche, 04 octobre 2020

Lieu :Pise (Italie)

Contact : simone.paoli..a..unipi.it

Source: simone.paoli..a..unipi.it

Résumé :

Organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Genova, con il Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali dell’Università di Padova, con il Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive dell’Università di Siena e con il Dipartimento di Economia, Ingegneria, Società e Impresa dell’Università della Tuscia, e in collegamento con le attività del Gruppo di lavoro Integrazione europea della Società Italiana di Storia Internazionale, l’iniziativa intende essere ancora una volta occasione per la valorizzazione di ricerche originali e momento collettivo di confronto fra studiosi di diverse provenienze, per migliorare la conoscenza sulle trasformazioni dei paesi europei e l’interpretazione della storia europea contemporanea nel suo complesso. Si intende così anche contribuire a contrastare il deterioramento del dibattito pubblico sull’integrazione europea e la crescente polarizzazione di posizioni, che marginalizzano e sminuiscono il valore della conoscenza e dell’analisi scientifica.

Détails :

Integrazione europea e crisi esterne prima e dopo Maastricht:
punti di vista della storiografia italiana

25-26 marzo 2021
Dipartimento di Scienze Politiche – Università di Pisa

Rilanciando l’appuntamento biennale degli storici italiani dell’Europa e del suo processo di integrazione, riunito l’ultima volta nel settembre 2018 a Padova, dal 25 al 26 marzo 2021 si terrà in presenza a Pisa o, se non possibile o non consigliabile, da remoto l’iniziativa «Integrazione europea e crisi esterne prima e dopo Maastricht: punti di vista della storiografia italiana». Inizialmente prevista per il 24-25 settembre 2020, la conferenza era stata rimandata a causa della pandemia.

Organizzata in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Bologna, con il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Genova, con il Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali dell’Università di Padova, con il Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive dell’Università di Siena e con il Dipartimento di Economia, Ingegneria, Società e Impresa dell’Università della Tuscia, e in collegamento con le attività del Gruppo di lavoro Integrazione europea della Società Italiana di Storia Internazionale, l’iniziativa intende essere ancora una volta occasione per la valorizzazione di ricerche originali e momento collettivo di confronto fra studiosi di diverse provenienze, per migliorare la conoscenza sulle trasformazioni dei paesi europei e l’interpretazione della storia europea contemporanea nel suo complesso. Si intende così anche contribuire a contrastare il deterioramento del dibattito pubblico sull’integrazione europea e la crescente polarizzazione di posizioni, che marginalizzano e sminuiscono il valore della conoscenza e dell’analisi scientifica.

Nato come risposta alle condizioni nuove create dalla Seconda Guerra Mondiale e, poi, dalla Guerra Fredda, il percorso di costruzione comunitaria è stato storicamente influenzato sia dalle dinamiche interne sia dalle fratture congiunturali e sistemiche esterne alla regione europea; in questo secondo senso, si può persino dire che il processo di integrazione sia progressivamente diventato l’ambito privilegiato in cui si sono articolate le risposte europee ai cambiamenti e alle sfide globali. Il concetto di crisi esterna viene qui inteso nella sua duplice accezione di perturbazione e di scelta, sia essa reattiva, adattativa, conservativa o trasformativa: percezioni, discorso pubblico, narrazioni mediatiche, rielaborazioni e impatto delle rotture nel sistema internazionale, delle trasformazioni nelle gerarchie internazionali, dei mutamenti sociali, tecnologici, demografici, ambientali e migratori, dei cambiamenti di paradigma ideologico, delle principali pandemie, degli episodi bellici, dei conflitti diplomatici, delle recessioni economiche e degli shock energetici e monetari sono i terreni su cui concentrare l’analisi in modo da stabilire se e come è cambiato il modo in cui le crisi esterne hanno influenzato il processo di integrazione. A interessare è come non soltanto gli attori europei ma anche attori extraeuropei abbiano inteso l’integrazione europea in risposta a crisi e sfide del contesto esterno.

In questo ambito tematico di indagine, siamo particolarmente interessati a porre a verifica la tesi secondo cui prima del trattato di Maastricht le principali crisi esterne sarebbero state un fattore di rafforzamento e di accelerazione delle dinamiche integrazioniste mentre, dopo il trattato di Maastricht, esse si sarebbero spesso rivelate come un fattore di indebolimento, rallentamento e, persino, disgregazione della costruzione comunitaria e dei suoi meccanismi di governance. Nel rispetto di questa chiave di lettura, accoglieremo interventi di carattere storico volti a capire l’influenza e, più in generale, il rapporto dei seguenti eventi e processi con l’integrazione europea:
• guerre coloniali e postcoloniali e conflitti della guerra fredda;
• origini e cambiamenti del sistema bipolare;
• shock monetari;
• shock e controshock petroliferi;
• disastri ambientali e cambiamenti climatici;
• transizioni demografiche e movimenti di popolazione;
• terrorismo, colpi di stato e nuove guerre civili e internazionali;
• fine della guerra fredda;
• fondamentalismi identitari e religiosi;
• crisi del multilateralismo;
• grande recessione e ripercussioni socio-economiche;
• crisi della democrazia e della modernità occidentale;
• ascesa cinese e ridefinizione delle gerarchie globali e regionali;
• sfide sanitarie, economiche, sociali, culturali e politiche legate alla pandemia.

Ovviamente, tutti/e coloro che avevano già presentato la propria proposta in occasione della prima scadenza non saranno tenuti/e a ripresentarla; a meno che i proponenti non intendano ripresentarne una versione modificata, verranno valutate le proposte inviate e a suo tempo acquisite dal comitato scientifico. Invitiamo, invece, tutti/e gli/le altri/e studiosi/e interessati/e a presentare nuove proposte entro il 4 Ottobre 2020, anche su aspetti specifici e non necessariamente inclusi nei temi di questa lista, inviando un abstract che non superi le 250 parole e un breve curriculum ai seguenti indirizzi: Elena Dundovich (elena.dundovich@unipi.it), Marinella Neri Gualdesi (marinella.neri@unipi.it), Simone Paoli (simone.paoli@unipi.it), Elena Calandri (elena.calandri@unipd.it), Sante Cruciani (scruciani@unitus.it), Maria Eleonora Guasconi (eleonora.guasconi@unige.it), Giuliana Laschi (giuliana.laschi@unibo.it) e Daniele Pasquinucci (daniele.pasquinucci@unisi.it).
L’organizzazione coprirà le spese per i momenti conviviali e una notte d’albergo per i relatori; così come è stato per il secondo seminario a Padova, verrà pubblicata una selezione di interventi all’interno di un volume collettaneo o, in alternativa, di una rivista scientifica.